ETA' DEI CACCIATORI

 

IL MESOLITICO

 

circa 10.000-5.000 a.C.

 

     Con il termine Mesolitico si intendono le culture sviluppatesi nell'arco di tempo intercorso tra la fine della glaciazione di Wúrm e l'avvento delle prime culture neolitiche. In termini di anni, per la zona che ci riguarda, il Mesolitico occupò un periodo compreso tra l'XI e il VI millennio a.C.

La caratteristica più evidente delle culture mesolitiche è la dimensione ridotta dello strumentario litico: un fenomeno che prende il nome di "microlitismo".

L'arretramento dei ghiacciai e l'instaurarsi di un clima più temperato fece sì che le grandi mandrie (bisonti, cavalli, ecc.); adattate ad un clima freddo, abbandonassero i nostri territori per cercare più a nord condizioni ambientali meglio confacenti alle loro necessità. La sparizione delle praterie e I'avanzare delle foreste (soprattutto Quercia) determinarono, per gli uomini che non vollero seguire le grandi selvaggine, la necessità di limitare la caccia a prede più piccole che richiedevano strumenti di minori dimensioni.

Gli strumenti tipici del Mesolitico ci indicano anche una modificazione nelle tecniche della caccia: evidentemente si affermò , l'uso dell'arco che richiedeva appunto, per l'armatura delle frecce strumenti litici di piccole dimensioni, in grado di penetrare profondamente nel corpo della preda grazie alla velocità impressa dal nuovo propulsore. Nel Paleolitico, invece, si usava colpire 1'animale con il giavellotto o catturarlo con trappole.

Le armature di frecce delle fasi più antiche del Mesolitico erano costituite da piccoli strumenti triangolari, (da cui la denominazione "Complessi a Triangoli"), mentre nella fase più recente esse avevano la forma di un trapezio, ("Complessi a Trapezi"), che in alcuni casi sembra fossero usati anche per armare arpioni da pesca.

L'economia mesolitica era ancora basata sulla caccia e sulla pesca, ma contemporaneamente si fece più intenso lo sfruttamento delle potenzialità alimentari di frutti e vegetali spontanei, la cui crescita era favorita dal miglioramento climatico.

I mesolitici, infatti, sono anche noti con il nome di "popoli raccoglitori" perché il loro regime alimentare dipendeva in buona parte dalla raccolta di quanto la natura metteva spontaneamente a disposizione. Sarà questa caratteristica ad aprire la strada alI'accettazione della pratica agricola che verrà introdotta (e presto adottata dalle popolazioni mesolitichej con 1'arrivo, nel V rnillennio a.C., di gruppi umani denominati neolitici, provenienti da luoghi in cui già si praticavano le prime forme di agricoltura.

In Lombardia, in questi ultimi anni, sono stati riconosciuti parecchi siti che furono sede di bivacchi mesolitici e di accampamenti che non sempre, però, presentavano caratteristiche completamente stanziali. Per questi ultimi si preferivano luoghi rilevati, come i terrazzi fluviali e le sponde di. bacini lacustri, in cui poteva essere praticata la pesca e che erano anche i più adatti alla crescita spontanea di piante commestibili.

Nel Museo di Piadena sono conservati alcuni strumenti mesolitici trovati al Campo Ceresole presso la cascina Ronchi (S. Lorenzo Guazzone) nel sito occupato in seguito da un villaggio del Neolitico Antico (Scheda 2). Altri ritrovamenti coevi sono stati effettuati a Casatico di Marcaria (MN) e nei pressi di Castelleone (CR).

Nulla è noto con esattezza circa le strutture abitative dei vari siti mesolitici segnalati in Lombardia, perché in tutti i casi si è trattato di ritrovamenti di superficie non ancora seguiti da uno scavo: soltanto a Fienile Rossino (Serle - BS) è stata trovata una buca, simile a quelle che saranno tipiche degli insediamenti neolitici, a cui si riferiva un'industria litica che sembra documentare un momento di passaggio tra la fase antica "a Triangoli" a quella recente "a Trapezi".

 

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