ETA' DEI METALLI

 

L'ENEOLITICO

 

2.800-1.800 a.C.

 

L'Eneolitico o Età del Rame, inquadrabile cronologicamente tra il 2.800 e il 1.800 a.C., è uno dei periodi meno noti della preistoria dell'Italia settentrionale, specialmente per quanto riguarda le sue fasi più antiche.

Il fenomeno dell'introduzione dei primi oggetti in rame (asce, pugnaletti), che interessa tutta l'Europa, finì con il modificare le strutture socio-economiche che si erano stabilizzate durante i millenni di vita neolitica.

La ricerca del metallo, che si farà più intensa nella successiva Età del Bronzo (in cui oltre al rame veniva cercato lo stagno per ottenere la lega bronzea), favorì notevoli contatti tra popolazioni diverse, con conseguenti modificazioni del costume di vita e delle usanze funerarie.

Ai numerosi insediamenti neolitici si contrappongono ora limitati abitati, per lo più posti in zone collinari, il che fa pensare che I'attività agricola sia stata ridotta a favore di quella dell'allevamento e della pastorizia. 1 commerci subirono un notevole incremento e divennero oggetto di scambio anche conchiglie e altri materiali (marmo, steatite, calcite) usati per foggiare le collane e i pendagli ornamentali che sono stati trovati in gran numero nelle sepolture eneolitiche.

In un momento finale dell'Età del Rame fanno la loro comparsa i vasi "campaniformi" che, agli inizi del II millennio a.C:, si diffusero in tutta I'Europa, insieme a particolari pugnali in rame e oggetti in osso.

La "Cultura del Vaso Campaniforme" prende il nome da tipi di bicchieri a forma di campana capovolta, decorati da piccoli punti impressi o incisi disposti in fasce orizzontali.

Nella produzione di strumenti litici, ancora molto attiva nell'Età del Rame, si distinguono punte a forma ogivale, cuspidi di freccia e pugnaletti prodotti con una tecnica di ritocco della selce che interessa I'intera superficie del pezzo ed entrambe le facce.

In Lombardia solo i depositi stratificati di Monte Covolo e del riparo Valtenesi di Manerba, entrambi in territorio bresciano; sono riferibili a frequentazioni di carattere abitativo. Quasi tutti gli altri rinvenimenti si riferiscono invece a sepolture (grotticelle sepolcrali del bergamasco, necropoli di Remedello, di Volongo, di Fontanella Mantovana). È evidente che, data la particolarità dei dati che si possono ottenere da tali ritrovamenti, non tutti i molteplici aspetti della cultura sono ben noti.

Nelle necropoli della pianura le inumazioni avvenivano in fossa individuale con il defunto ancora in posizione rannicchiata e un corredo costituito da vasi, collane, armi in selce e talvolta in rame.

Tra i vasi, abbastanza caratteristica e frequente è la presenza del "vaso campaniforme" che indica come la nostra regione, in maniera particolare rispetto al resto della penisola, era posta lungo le correnti di traffico che attraversavano l'Europa, dalla Spagna all'Ungheria e dalla Cecoslovacchia all'Inghilterra. Per quanto riguarda gli ornamenti, in particolare si distinguono alcuni elementi di collana, le cosidette "perle ad alette" che si trovano diffuse ampiamente nella Francia meridionale e in Liguria.

Nelle zone prealpine, invece, piccole grotticelle naturaÌi vennero utilizzate per seppellirvi insieme più individui. In esse le deposizioni non avvenivano necessariamente in uno stesso momento, ma la tomba veniva riaperta in più riprese e spesso le ossa dei precedenti inumati venivano spostate per far posto al nuovo defunto. Tale rito di seppellimento collettivo trova riscontro nell'Italia centro-meridionale, dove esso veniva praticato scavando appositamente nella roccia grotticelle artificiali alle quali si accedeva tramite un pozzetto o un piccolo corridoio scoperto, mentre la vera e propria camera sepolcrale veniva sbarrata, dopo ogni seppellimento, da una lastra di pietra detta "chiusino". Nelle pur limitate testimonianze eneolitiche lombarde, possiamo quindi cogliere influssi provenienti sia dall'ltalia meridionale sia dall'Europa in genere.

 

Scheda 9

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