| Età del Bronzo Medio e Tardo |
Scheda |
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| XVI-XIII sec. a.C. |
19 |
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| Località: Piadena, Castellaro |
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L'ABITATO Il sito si trova a Nord dell'abitato del Vho, al di là del colatore Laghetto, in un'area che doveva essere un'ansa del fiume Oglio. Dapprima l'Orefici, e in seguito il Castelfranco e il Patroni, vi effettuarono ampie trincee di scavo, negli anni 1890, 1910-11. Dalle loro descrizioni sappiamo che l'insediamento si trovava al centro di una depressione naturale, in una situazione morfologica simile a quella dei Lagazzi. In un primo momento si pensò che l'insediamento del Castellaro avesse le caratteristiche di una "terramara" perché resti di pali erano stati trovati infitti in uno strato di sabbia sterile, mentre mancava lo strato di torba ad indicare la presenza in antico di uno specchio d'acqua. Con l'ultima campagna di scavo, gli Autori mutarono opinione nel constatare che non vi era traccia dell'argine e del fossato che sono caratteristici dei siti terramaricoli e nel riscontrare la presenza di zone argillose umide che vennero interpretate come resti di acquitrini. |
Essi ritennero quindi che il villaggio fosse costituito da "capanne disposte in . file pressoché regolari su pali e costituenti tutte insieme una stazione analoga a quelle poco discoste dei Lagazzi e Ca' de' Cioss ". I resti delle capanne erano costituiti da cumuli rotondeggianti di argilla commista a ceneri e terra parzialmente cotta. In alcuni casi furono trovati resti di tavolati su cui dovevano sorgere le capanne. I reperti conservati nel Museo di Piadena provengono da raccolte di superficie relativamente recenti, mentre altri, trovati negli scavi dell'Orefici, sono conservati presso il Castello Sforzesco di Milano. L'intero complesso di materiali ci indica una datazione alla fase piena della Media Età del Bronzo e trova molti confronti con i reperti tipici delle terramare emiliane (anse lunate, cornute, ecc.). Tra i reperti conservati al Castello Sforzesco di Milano, un pugnale in bronzo con lingua da presa fusa e che conserva ancora I'immanicatura in osso, è databile invece alla Tarda Età del Bronzo. |
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