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ETA' DEI METALLI |
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| ETA' DEL BRONZO FINALE |
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| 1.200-900 a.C. |
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L’Età del Bronzo Finale è stata inizialmente considerata come il momento di passaggio tra l’Età del Bronzo e la successiva Età del Ferro. In realtà tra quest’ultima e l’Età del Bronzo Finale non esiste una netta cesura, ma anzi, gli elementi formali e tipologici dei manufatti sembrano essere solitamente in stretta continuità. Quest’età ha inoltre una certa consistenza temporale, essendo compresa tra il XII e il X sec. a.C.. E’ necessario risalire fino al 1.200 a C. per trovare il vero momento di rottura con l’Età del Bronzo, quando si assiste ad un mutamento radicale del popolamento. Prima di tale data nell’Italia settentrionale, in particolare nel territorio tra Oglio e Mincio, si era verificato un fenomeno di concentrazione demografica; ad esso corrisponde, tra il XII e il X sec. a.C., un quadro di generale spopolamento, indiziato da un numero limitato di ritrovamenti. Un cambiamento così brusco è stato variamente spiegato, ora con un peggioramento climatico che avrebbe portato a catastrofiche alluvioni della pianura, ora con epidemie. Attualmente si tende ad invocare cause di carattere storico, che avrebbero introdotto nella penisola italiana nuove popolazioni. Il mutamento avviene infatti in un periodo di forte instabilità e di mobilità di genti: si assiste al declino del mondo miceneo nell’are egea, al diffondersi della "Cultura dei Campi di Urne" nell’Europa Centrale e all’affermarsi in tutta la penisola italiana di una sorta di koiné culturale, definita "Protovillanoviano", che caratterizza appunto l’Età del Bronzo Finale. Il protovillanoviano appare da un lato come una grande unificazione culturale, ma a livello regionale è possibile ravvisarvi delle diversificazioni che, accentuandosi durante l’Età del Ferro, porteranno alla definizione dei vari gruppi culturali italici. In Lombardia durante l’Età del Bronzo Finale si delineano due principali aree di popolamento: quella occidentale più cospicua, individuata dal "Protogolasecca" e quella orientale, dove l’esiguità della documentazione non permette di tracciare un quadro ben preciso. |