Età del Bronzo Finale

Scheda

XII-X sec. a.C.

26

Località: Casalromano, Fontanella Grazioli

 

LA NECROPOLI

Nel frammentario panorama della Lombardia orientale il primo grande complesso dell’Età del Bronzo Finale ad essere stato scoperto, e rimasto per altro a lungo isolato, è la necropoli di Fontanella Grazioli, frazione di Casalromano (MN), dove tra il 1888 e il 1892, nel fondo La Pista - Il Mulino, furono recuperati i corredi di numerose tombe a cremazione.

I materiali della necropoli sono attualmente divisi tra diversi musei. Al Museo Pigorini di Roma sono conservati i corredi di alcune tombe, gli unici che furono tenuti distinti, mentre a Mantova (Palazzo Ducale), a Milano (Castello Sforzesco) e a Piadena, cui fu donata dagli eredi la Collezione Locatelli, sono conservati invece materiali di cui non vennero mantenute le associazioni tombali.

Il rito funerario consisteva nella cremazione in conformità agli usi propri del Protovillanoviano. Le strutture tombali erano costituite da un pozzetto circolare in nuda terra entro il quale era posta l’urna contenente le ceneri del defunto, talvolta chiusa con una ciotola coperchio.

Dai pochi corredi conservati è possibile distinguere le sepolture femminili, individuabili per le fibule ad arco semplice in associazione con le armillette ferma-capelli, da quelle maschili, di cui sono esclusivi gli spilloni e le fibule ad arco serpeggiante, associati a coltelli e rasoi.

 

L’immagine che emerge dall’analisi dei corredi della necropoli è quella di un consistente gruppo umano, di carattere sostanzialmente egualitario, probabilmente stanziato nei pressi del fiume Chiese; l’insediamento relativo alla necropoli non è stato finora individuato, ma è possibile supporre che traesse la sua origine dalla vicinanza del corso d’acqua.

Dall’ studio dei reperti risulta inoltre che la necropoli ha avuto il massimo sviluppo durante l’XI e i X sec. a.C.; non sembrerebbero invece attestate tombe del IX sec. a.C..

Una tomba e rari materiali databili al IX sec. a.C. documentano una sporadica frequentazione anche nella fase iniziale dell’Età del Ferro: sembrerebbe invece ipotizzabile l’abbandono del sito durante i secoli successivi, per i quali si ha una totale assenza di documentazione.

Il fenomeno di spopolamento che si verifica a Fontanella è in accordo con quanto accade, tra il IX e l’VIII sec., in tutte le zone di bassa pianura abitate durante l’Età del Bronzo Finale; ciò è probabilmente da mettere in relazione ad un peggioramento climatico che avrebbe reso inospitali quelle aree a causa di una eccessiva piovosità e di fenomeni ad essa connessi.

Soltanto con il VI sec. a.C. si assiste ad una probabile rioccupazione del sito, come documentano i materiali emersi sempre nell’area della necropoli (Scheda 29).

 

 

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