| Età Romana | Scheda |
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| II sec. a.C. - VI sec. d.C. | 32 |
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| Località: Calvatone, Costa di S. Andrea |
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IL VICUS DI BEDRIACUM L'ottima posizione geografica su un'altura nelle vicinanze dell'Oglio, costeggiata dall'importante via Postumia a ventidue miglia romane da Cremona, ha reso possibile che Bedriacum divenisse un centro abbastanza importante sia economicamente sia strategicamente. Secondo Tacito infatti, fu roccaforte degli Ottoniani durante le guerre civili del 69 d.C. Già nel secolo scorso, alcuni scavi, in particolare quelli di Lucchini, avevano sottolineato il carattere eccezionale dell'insediamento - basti ricordare il rinvenimento della Vittoria in bronzo dorato. Purtroppo, alcuni lavori di bonifica non documentati, eseguiti negli Anni Trenta, hanno con ogni probabilità sconvolto e distrutto una parte dell'antica città. Nel dopoguerra, Mirabella Roberti condusse una serie di interventi fra il 1956 e il 1961 nella zona centrale della Costa di S. Andrea: altre ricerche ancora vennero portate avanti dalla Soprintendenza Archeologica nella stessa zona del 1974. Evidentemente, non si può pensare che l'area urbana non fosse già frequentata prima della costruzione del Vicus - si pensi alla scoperta della sepoltura remedelliama (Scheda 9) e alla presenza di frammenti di vasi ad ansa cornuta dell'Età del Bronzo simili a quelli del Castellaro (Scheda 20). |
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Per l'Età Romana, la visione globale che si deduce è quella di una cittadina ricca, con edifici complessi e di buona fattura. Lo scavo del Lucchini ha permesso di scoprire murature e "fortilizi", vasche, cisterne e pozzi. Gli scavi di Mirabella Roberti hanno individuato l'orientamento topografico della città con la strada principale a 31° verso Est rispetto al Nord geografico, e hanno portato in luce case di abitazione (domus) con quartieri produttivi, oltre a una strada porticata. L'abbondanza dei materiali rinvenuti è davvero eccezionale. Come si può vedere nella sala romana del Museo, è presente ogni aspetto della vita antica, da quello religioso a quello lavorativo e quotidiano. L'arco cronologico della città si estende dalla seconda metà del II sec. a.C., qualche anno dopo la costruzione della via Postumia, al VI sec. d.C.. Data la straordinaria importanza del sito, la Soprintendenza Archeologica e le Università di Milano, Padova e Pavia hanno deciso nel 1986 di effettuare un intervento programmato su tutta l'area. La fase preliminare ha permesso di eseguire l'inquadramento topografico, la raccolta di superficie, gli studi geomorfologici, le ricerche geofisiche, le foto aeree e la catalogazione di tutti i materiali rinvenuti. |
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