Età Romana

Scheda

I-II sec. d.C.

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Località: Casteldidone

 

MATERIALI DA RACCOLTA IN SUPERFICIE

La raccolta di oggetti in superficie, oltre ad essere molto utile all'archeologo per l'individuazione dei siti abitativi, è anche di grande ausilio, in mancanza di scavi veri e propri, per la definizione dell'orizzonte cronologico e del tenore di vita raggiunto dalla popolazione di un particolare sito.

Oltre ai materiali edilizi, quali intonaci, tessere di mosaico, cocciopesto e laterizi di varia foggia (embrici da tetto, mattoni, condotti per l'aria calda e per l'acqua), si possono rinvenire oggetti legati alla vita quotidiana (monete, lucerne, vasellame comune o fine da mensa), e attrezzi per l'economia domestica (aghi, pesi da telaio per la tessitura) e per l'agricoltura (coltelli, roncole, asce, zappe, ecc.). Talvolta, si recuperano manufatti legati alla toeletta (spatole, balsamari, pissidi per unguenti, rasoi e specchi) o all'ornamento personale e al vestiario (spilli, fibule, gioielli).

Nel caso specifico, possiamo notare i seguenti reperti: un frammento di embrice che, da quanto si deduce dallo spessore, apparteneva probabilmente al tipo dal brozo rialzato; due frammenti di intonaco dipinto (rosso e giallo), indicativi di un tipo di ambiente non privo di raffinatezza; alcune tessere di pietra, forse provenienti da un pavimento di opus signinum, (una sorta di pavimento "alla veneziana" con cocciopesto) se non addirittura da un mosaico. Anche la presenza di questo elemento decorativo lascia presupporre che il colono godesse di una certa disponibilità economica.

Tra i materiali di tipo utilitario si notano: un peso da telaio, un frammento di ansa d'anfora, un frammento di collo di un olpe (brocca) per liquidi, ad esempio vino. Piuttosto raro è il frammento di pietra ollare, verosimilmente parte di un recipiente di cottura. Questo tipo di oggetto, importato dall'area alpina e prealpina, esiste già a partire dal I sec. d.C., ma raggiunge il momento di massima diffusione in età alto-medievale.

Possiamo infine desumere che il tenore di vita di questa fattoria fosse abbastanza alto anche dalla presenza di frammenti di vetro: una coppa a baccellature in vetro blu scuro e una brocchetta in vetro verde-azzurro; del pari, sono da considerarsi di fattura fine anche i frammenti di coppe a pareti sottili.

Dall'insieme dei materiali archeologici si può dedurre che la fattoria in questione fosse frequentata nel corso del I-II sec. d.C.; purtroppo, la presenza dei frammenti di intonaco e delle tessere di mosaico fa pensare che lo strato archeologico sia stato intaccato e almeno parzialmente distrutto in epoca moderna, forse da lavori agricoli.

 

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