| Etā Romana | Scheda |
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| I-II sec. d.C. | 35 |
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| Localitā: S. Paolo Ripa d'Oglio. Campo Le Pergole |
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TOMBA ROMANA Nel 1980 č stata rinvenuta il localitā "Campo Le Pergole", a S. Paolo Ripa d'Oglio, una notevole tomba a incinerazione. La sepoltura, che sembrava isolata, era di tipo inconsueto sia per le straordinarie dimensioni (m 2,70 x 1,60) sia per il rito ad incinerazione diretta. Infatti, nel rito della cremazione caratteristico di questo momento, i defunti venivano in genere cremati, assieme a una parte del corredo funebre, in un sito apposito (ustrinum)nelle vicinanze e non, come nel nostro caso, direttamente nella fossa tombale. Purtroppo, data la raritā di tali ritrovamenti, non vi sono confronti con altre sepolture nel Cremonese. La ricchezza e la varietā del corredo tombale č tipica del periodo tiberiano. Il motivo rituale di questa abbondanza di offerte č quello di rendere confortevole e piacevole al morto la vita nell'aldilā. L'anfora fungeva con ogni probabilitā da segnacolo, mentre le brocchette in terracotta e in vetro, le coppe e i bicchieri servivano per le libagioni. I balsamari in vetro e osso inciso contenevano profumi o unguenti. Fra le coppe e i bicchieri si notano quelli in argilla grigia, la cosiddetta "ceramica a pareti sottili", e una coppetta in terra sigillata con decorazioni applicate, sicuramente d'importazione. Vi sono anche parecchi esemplari di terra sigillata di imitazione locale, le "coppette carenate". |
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La lucerna, oggetto di uso domestico per l'illuminazione, era sovente posta nelle sepolture come simbolo di vita e luce-guida per il defunto. Fra gli oggetti in metallo si notano chiodi, grappe e un cavicchio: i chiodi e le grappe potevano servire per il letto funebre o per una cassetta sulla quale venivano poste le offerte, anche se talvolta, specie quando presenti in numero elevato, questi manufatti provengono da scarpe chiodate. Il cavicchio, che si rinviene con una certa frequenza in tombe di etā giulio-claudia, č un oggetto di difficile definizione, anche se la sua funzione rituale appare ormai sicura. Le quattro monete, di etā contemporanea alla sepoltura, erano certamente "oboli a Caronte", servivano cioč a pagare il nocchiero infernale il pedaggio per l'attraversamento del fiume Acheronte. Molto interessante č il gruppo di bronzi legati alla cintura. Si tratta di una fibbia, una scatola portaprofumi per qualche polvere o unguento, un pendaglio fallico e due assi repubblicani forati, tutti oggetti con funzioni di portafortuna. La carbonizzazione delle offerte date come pasto funebre al defunto consente infine di determinarne almeno in parte la composizione: datteri, castagne secche e uva. |
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