| ETA' STORICA |
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| L'OCCUPAZIONE CELTICA |
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| 388-42 a.C. |
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Nel V secolo a.C. le regioni a nord delle Alpi erano abitate da popolazioni celtiche, la cui civiltà viene definita "Civiltà di La Téne", dal nome del luogo del primo ritrovamento a nord del lago di Neûchatel (Svizzera). Le più antiche testimonianze dell’arrivo in Italia settentrionale di gruppi celtici sono datate all’inizio del IV sec. a.C. (388 a.C.) e si riferiscono alle cosiddette "invasioni galliche". Le notizie circa queste popolazioni, oltre che dalle fonti storiche (Tito Livio, Polibio, Diodoro) non sempre concordi tra di loro, ci provengono quasi esclusivamente da necropoli: considerando la dislocazione di queste e il relativo esiguo numero di tombe che, in genere, le compongono, si può ipotizzare che gli abitanti fossero piccoli agglomerati sparsi nel territorio. Abitati gallici di maggiore importanza erano, inoltre, posti nella stessa posizione di odierne città (ad esempio Milano e Brescia): documentazioni archeologiche in questo senso emergono in questi ultimi anni, in occasione dei numerosi scavi che si stanno conducendo in aree urbane. Nel territorio piadenese, la presenza celtica più antica (La Téne B-375-250 a.C.) è testimoniata a Campo Costiere da una sepoltura ad inumazione riferibile ad un guerriero (Scheda 30). Il rito è molto simile a quello documentato nel mantovano a Carzaghetto, dove venne ritrovaa una necropoli di 56 tombe ad inumazione. Di queste solo sette avevano armi, caratteristiche dei guerrieri, mentre alte, attribuibili a donne di ceto elevato, avevano ricchi oggetti d’ornamento. Alcune tombe maschili, infine, con pveri corredi, dovevano appartenere a schivi o a oumini di basso rango. Un’altra necropoli, databile ad un periodo successivo (La Téne C – circa 250-120 a.C.) fu rinvenuta in località Campagna, negli anni tra la fine dell’800 e il primo decennio di questo secolo. Doveva trattarsi di tombe ad inumazione ma dello scavo sono rimaste poche notizie e anche i materiali furono confusi tra loro e andarono al Castello Sforzesco di Milano dove tuttora sono conservati. Ancora un’altra piccola necropoli, composta da 14 tombe fu trovata dietro l’edificio della Latteria Sociale (Scheda 31). Le sepolture erano sia ad inumazione che ad incenerazione anche se i dati di scavo, molto scarsi, lasciano sempre ampie possibilità di dubbio. Questa necropoli è databile dalla fine del II a tutto il I sec. a.C. e una tomba, la 14, è sicuramente romna databile circa il II sec. d.C. (Scheda 41). In questo periodo, infatti, era in atto un processo di sempre maggiore assimilazione di elemeni culturali del mondo romano. Tale processo si completò definitivamente quando nel 49 a.C. venne concessa da Cesare la cittadinanza romana ai Galli Traspadani e soprattutto quando, nel 42 a.C., fu soppressa dal governo di Roma la provincia della Gallia Cisalpina. |