I PRIMI REPERTI

Il primo ritrovamento archeologico, documentato nel Piadenese, risale al giugno del 1956. A San Paolo Ripa d'Oglio vennero trovate due tombe alla "cappuccina" e furono datate I sec. d.C.. Nel luglio del 1956, a Calvatone, nelle aree di Sant'Andrea, venne individuato un pavimento e venne anche recuperato del materiale romano. Il dottor Costantino Gamba, ispettore onorario per l'Archeologia, dirigeva i lavori di scavo. Lo stesso individuava, in Borgo Sera a Calvatone, affossato ai piedi della Cappella, un cippo funebre romano ora conservato in museo. Il 14 luglio, nell'area della Latteria Sociale di Piadena, furono individuate tre tombe il cui materiale venne definito Gallico e venne datato III sec. a.C.. Sono le prime tombe della Necropoli Gallico-Romana della Latteria.

GLI SCAVI DI CALVATONE ALLA FINE DEGLI ANNI CINQUANTA. PERCHE' IL MUSEO A PIADENA?

Nel 1957 a Calvatone, durante alcuni lavori agricoli, emersero altri reperti archeologici; gli appassionati d'archeologia di allora, che tenevano controllato il territorio, informarono la Soprintendenza. Il Soprintendente della Lombardia, Mario Mirabella Roberti, venne ad ispezionare il sito, e programmò uno scavo esplorativo. In quell'anno furono fatti sette piccoli saggi di scavo. In uno scavo fu trovata la statuetta bronzea d'Iside Fortuna, in un altro fu scoperto un mosaico a tessere bianche e nere e in un altro si trovarono cocci d'anfore, vasellame in ceramica smaltata, in rosso e in nero, vetro e tessere musive. Allargato lo scavo, s'individuò la strada porticata. Sotto lo stimolo dell'entusiasmo, gli appassionati dilettanti archeologi di Piadena e di Calvatone, si attivarono per conservare in loco i materiali recuperati. Interpellato il Comune di Calvatone, per sentire se era propenso ad eseguire le pratiche necessarie per la costituzione di un Museo e se intendeva mettere a disposizione denaro e locali a questo scopo, questi si rese indisponibile. Ci si rivolse al Comune di Piadena che invece diede la sua disponibilità: è questa la ragione per cui il Museo, nato per custodire i reperti principalmente dagli scavi romani di Bedriaco, fu aperto a Piadena.

ALTRE IMPORTANTI SCOPERTE PRIMA DELL'APERTURA AL PUBBLICO DEL MUSEO

Dall'inizio delle pratiche per la costituzione del Museo, alla sua apertura al pubblico, passarono quattro anni circa; in questo tempo furono scoperte: la necropoli Celtico-Romana della Latteria Sociale di Piadena, lo scheletro Eneolitico di tipo Remedelliano proveniente dalle aree di Sant'Andrea di Calvatone, trovato sotto i pavimenti della villa Romana, che stava scavando l'archeologo Mirabella Roberti, il quale concluse queste ricerche nel 1961. Gli scavi a Calvatone nelle aree di Sant'Andrea, iniziati nel 1957, nella possibile Bedriaco, si conclusero nel 1961. Furono riportate complessivamente alla luce le piante di tre edifici: la villa Grande, la casa del Labirinto, e la così detta Strada porticata (vale a dire una strada su cui si apre un portico che ha dietro dei vani) e anche buona parte della stupenda serie d'oggetti conservati ora nel nostro museo e provenienti da Bedriaco.

 


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