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20 OTTOBRE
1960: IL VICEPRESIDENTE DEL SENATO INAUGURA IL MUSEO
Il 20 ottobre del
1960, il Museo Comunale "Antiquarium Platina" è inaugurato
dall'On. Ennio Zelioli Lanzini, allora Vice Presidente del Senato.
Situato al piano superiore del Municipio, occupa il corridoio che si
trova di fianco alla sala consiliare e all'attuale stanza romana di
Bedriaco. Nel corridoio vengono sistemate le vetrine del materiale
preistorico; complessivamente sono quattro, qualche anno dopo - nel 1964
- esse ospiteranno anche la parte preistorica della "Donazione
Locatelli". Donazione appena giunta in Museo, dono della figlia
dell'archeologo, che scavò alla fine del 1800 la vicina necropoli di
Fontanella di Casalromano (Mn), che così viene divisa. La restante
parte: Protovillanoviana, Celtica e Romana, è sistemata nella sala
Romana di Bedriaco. In questi anni '60, che codesta zona di Calvatone
fosse la Bedriaco romana era solo una speranza, oggi la cosa è
accettata da tutti. La stanza romana conteneva 10 vetrine più due
vetrine a parete, la vetrina piana con lo Scheletro Eneolitico e la
parete di fondo attrezzata come ora: il Labirinto, la Sfinge, ecc.
Sempre dal 1957 al 1964, erano state ritrovate e scavate: la Necropoli
tardo-romana delle Crocette di Sorbara, detta erroneamente di Canneto,
due Pozzi romani e parte della vera di costruzione in legno di un terzo
pozzo; venne alla luce la Necropoli Longobarda di San Paolo di Piadena,
di cui fu salvata solo una sepoltura. Pasquali eseguì lo scavo di una
buca Neolitica nel 1960, nel '62 il dottor Fusco scavò a campo del
Ponte e a campo Costiere delle altre buche Neolitiche. Furono anni
stimolanti e si formò attorno al museo un bel gruppo di volontari che,
guidati dagli archeologi del tempo, Mirabella Roberti, il dottor Fusco e
il dottor Silvani, arricchirono di molto questa neonata struttura.
I 'PIONIERI'
DEL GRUPPO DI RICERCA
Del gruppo di
ricerca del Museo di allora è giusto ricordare il Conservatore Onorario
e anche Ispettore Onorario, avvocato Costantino Gamba, l'Ispettore
Onorario Romeo Pasquali, lo scultore Giuseppe Mastrocchio, il signor
Taraschi detto il Moro, il signor Cesare Rebizzi, il geometra Renzo
Galli, il signor Paolo Nicola: a tutti loro va il nostro ringraziamento
per averci regalato, col loro lavoro disinteressato, questo nostro Museo
Platina. Bisogna precisare che tutti questi ritrovamenti furono
determinati, negli anni '60, dall'introduzione delle nuove tecniche
agricole; l'uso dei trattori fece sì che molti prati perenni furono
arati, portando in superficie quello che stava sotto; alla fine degli
anni '70 avvenne lo stesso fenomeno, l'avvento degli aratri più potenti
portò lo strato di arativo a raggiungere i 45 cm. di profondità, che
qui da noi è la massima consentita, altrimenti s'intaccherebbe il
"gesso" sottostante, smagrendo troppo i suoli e rovinandoli.
Per i nostri insediamenti questa è la sola speranza di salvezza, data
la perenne mancanza di finanziamenti per continuare la ricerca
archeologica.
1964: UN
MOMENTO DI CRISI
Dal 1964 in avanti
il Museo ebbe un momento d'abbandono dovuto al fatto che il Signor Romeo
Pasquali, per motivi di lavoro dovette trasferirsi lontano da Piadena
per circa dieci anni. Il Conservatore Costantino Gamba, abitava a Milano
e solo saltuariamente poteva seguire la vita del Museo, il Signor Romeo
continuava a seguire, come poteva, l'attività di controllo e ricerca di
reperti archeologici, nei brevi rientri, attraverso i vari amici
contadini che gli fornivano notizie o gli consegnavano pezzi trovati in
superficie; ringraziati da lui con una bevuta in compagnia, pezzi che
lui depositava in Museo. In questo periodo verso la fine degli anni '60,
il Comune per motivi di spazio trasferì le quattro vetrine del
materiale preistorico nella seconda stanza dell'attuale materiale romano
(quella dei pozzi ecc.) che al tempo era l'ufficio del collocatore. Il
corridoio centrale fu occupato dalla Biblioteca Comunale.
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