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IL GRUPPO DI
RICERCA SI INGRANDISCE
Il gruppo di
ricerca del museo si era ingrandito, io vorrei ricordare Tolazzi e
Feroldi, i due ragazzini principali collaboratori per la realizzazione
del magazzino, gli architetti Danzio Soragni, Claudio Bernardi e il
professor Gianluigi Pederzani, che curarono alcune mostre fotografiche,
il segretario Comunale Oscar Feroldi e il signor Pino Sbernardori che si
offrirono di "sbadilare" la terra, spingere carriole e vuotare
secchi pure di terra, questo nei momenti liberi dal loro lavoro, il
professor Opizzi che veniva da Cremona ed era un appassionato di Veneri
Preistoriche, ci teneva ad assistere alle conferenze che organizzavamo a
fine scavo, la bibliotecaria Assunta Fellini che venne anche incaricata
come dipendente comunale dell'apertura al pubblico del Museo.
1978: LA STELE
ROMANA. 1980: LA TOMBA ROMANA AD INCINERAZIONE DI SAN PAOLO
Durante questi
anni i ricordi si mescolano e non rammento chi partecipò ad uno scavo o
all'altro. Invece ho presente che il signor Rorneo era finalmente
rientrato in sede e ci dividemmo i compiti, lui con altri controllava il
territorio, io curavo il Museo e gli scavi, il dottor Costantino Gamba,
che era ancora il Conservatore, mi aveva dato carta bianca e quando
rientrava in paese voleva sapere quello che avevamo fatto o trovato. Era
già piuttosto anziano e gli costava molta fatica camminare sull'arativo
per raggiungere lo scavo, però una visita la faceva tutti gli anni, per
questo non proponemmo mai di sostituirlo. Nel 1978 avevamo recuperata la
Stele romana da Tornata e al gruppo si era avvicinato il signor
Marchiò. Nell'80 scavammo sotto il controllo della dottoressa Pitcher
la Tomba romana ad Incinerazione in zona San Paolo e recuperammo un
ricco corredo funebre.
1982-1986: LA
PALAFITTA DEI LAGAZZI E L'ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE
Il signor Franco
Bertoletti, nipote di Ottorino, la cui famiglia conduce il fondo dove è
ubicata la palafitta dei Lagazzi, entrò a far parte del gruppo con
l'inizio degli scavi in questo sito. Ricerca iniziata appunto nel 1982
dalla dottoressa Laura Simone, responsabile per conto della
Soprintendenza Archeologica della Lombardia del settore Preistoria,
assieme al professor Sante Tinè, docente all'Università di Genova, e
al suo gruppo di scavo. La ricerca nella palafitta dei Lagazzi,
risalente alla antica età del Bronzo, proseguì fino al 1986 con ottimi
risultati, basta vedere in museo la collana d'ambra e i 65 vasi interi o
ricomponibili recuperati. In quegli anni nacque lo I.A.S., con sede
nella cascina in San Lorenzo di Vho di Piadena, dove erano ospitati il
dottor Tinè, la dottoressa Simone e l'architetto Calegari, con il loro
gruppo di scavo. Questi locali, messi gratuitamente a disposizione dal
proprietario, l'ingegner Antonio Grasselli, vennero sistemati a spese
del Museo, per ospitare il gruppo di scavo e di sperimentazione. Lo
I.A.S. vuol dire: Istituto d'Archeologia Sperimentale e a San Lorenzo,
fu fatta la prima sperimentazione, che consisteva nella
"progettazione e ricostruzione di una capanna neolitica". La
struttura che venne costruita superò largamente i dieci anni di vita,
malgrado fosse solo di pali d'olmo ed erba palustre, l'Istituto fu in
seguito spostato a Genova dove si trova tutt'ora.
IL MUSEO
CONTINUA A CRESCERE. NUOVE VETRINE E SALE
Il Museo
continuava a crescere perché i materiali scavati tornavano al luogo
d'origine, come prevede la legge di tutela delle zone archeologiche; coi
contributi sia del Comune sia della Regione si allestirono, con nuove
vetrine, le due sale esistenti, poi anche una stanza nuova che è
l'attuale sala Celtica. Insomma nel tempo acquisimmo anche il corridoio
(quello d'origine) e l'attuale l'ufficio, che per lungo tempo dovemmo
condividere col Comune, che non voleva cederlo. Ora di spazio a
disposizione non ne esiste proprio più e dobbiamo prevedere il
trasferimento di questa struttura in una sede nuova, che permetta il suo
ulteriore sviluppo, e faccia sì che le nostre ricche zone
archeologiche, siano ulteriormente studiate e il materiale non venga
disperso, come avvenne nel '800, ma venga conservato nel Museo Platina.
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