9 APRILE 1983: NELLA ZONA DELLA LATTERIA EMERGE UNA FORNACE

Il 9 Aprile del 1983 il gruppo di ricerca del Museo venne informato che a Drizzona, zona Latteria Sociale, durante le arature erano emersi grossi pezzi di concotto. Siccome su questo campo doveva passare il tracciato della tangenziale, decidemmo di intervenire per capire di cosa si trattava. Tolto lo strato di arativo, scoprimmo una camera sotterranea coperta da una volta in concotto crollata, dello spessore di 50, 60 cm.. Dovemmo asportare questi blocchi di concotto con una pala meccanica, messaci a disposizione gratuitamente grazie all'interessamento dei signori Donini e Bortolotti di Drizzona. Una volta liberato, il locale sotterraneo si rivelò essere un ambiente piuttosto ampio con due tunnel di accesso e un terzo tunnel che forse serviva come aerazione. La nostra impressione fu quella di trovarci di fronte ad una fornace, forse quattrocentesca, priva di qualsiasi frammento ceramico che permettesse una datazione. Eseguimmo i rilievi e le foto poi richiudemmo lo scavo, infine la tangenziale vi passò sopra. In questa occasione al gruppo del Museo si aggiunsero il signor Donini e il signor Bortolotti, entrambi di Drizzona.

LUGLIO 1983 E 1984: CONTINUANO GLI SCAVI SUL DOSSO CASTELLO

Nel Luglio 1983 e nel 1984 gli scavi proseguirono sul dosso Castello, nella zona alta, quella rimasta integra. L'A.N.A.S. aveva ripreso i lavori lasciando a disposizione quest'area, che sarebbe stata asportata in seguito. La direzione degli scavi fu affidata agli archeologi medioevalisti dottor Gian Pietro Brogiolo e dottor Andrea Breda. Poiché sia i soldi sia il tempo mancavano per effettuare tutta la ricognizione completa, si dovettero sacrificare le parti superiori del sito, scavando solo la parte centrale, dove fu trovato un insediamento in legno dell'alto medioevo, certamente il borgo del Castello. Questo si sviluppava su sette livelli sovrapposti, ma insisteva sempre sullo stesso schema abitativo: una strada fossato con costruzioni allineate su entrambi i lati. Di questo dosso Castello, resta solo una piccola parte, ora protetta dal vincolo archeologico.

1984: LA NECROPOLI CELTICA DI VHO "CAMPO CAMPAGNA"

La Necropoli Celtica di Vho "Campo Campagna" fu ritrovata nel 1984. I fratelli Anghinelli, del museo di Viadana, scavarono una buca Neolitica risultata priva di materiale, perché forse già ispezionata nel 1800, e rilevarono la pianta di questa necropoli Celtica di "campo Costiere", mettendo su lucido tutti i punti di affioro del materiale, riferibile alle tombe sottostanti; noi del gruppo di ricerca del Museo Platina recuperammo la sepoltura esposta in museo. Il signor Mario Azzoni, proprietario di questo terreno, entrò a far parte del nostro gruppo di ricerca.

NEL 1987 INIZIA LA PERLUSTRAZIONE DI "CAMPO FITTI"

Intanto, terminati gli scavi ai Lagazzi, il dottor Tinè e la dottoressa Simone, nel 1987, iniziarono la perlustrazione di un nuovo abitato, quello di "campo Fitti". Alla fine dello scavo, questo sito risultò essere di un periodo sconosciuto in zona. Era collocato su un lieve rialzo morfologico, e caratterizzato da strutture a pozzetto, che assomigliavano a quelle neolitiche scavate a campo Ceresole. I materiali sono databili ad una fase iniziale dell'Antica Età del Bronzo. La lesena di bronzo a forma di losanga ritrovata fu importante per datare l'insediamento.

 


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